Ott 29 2008

Tutti a skuola.

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Ci risiamo! L’immunodeficiente inquisito ha ordinato al parlamento di tramutare in legge il decreto della sua ministra nordica. Forse la speranza malcelata è di cominciare a riformare la scuola col maestro unico per farlo arrivare almeno alle superiori e riuscire a far promuovere il figlio del mezzo ministro Bossi. Magari fino a quel momento avrà imparato a distinguere il mondo emerso dalla Padania! Migliaia di studenti, in gioiose file disordinate, protestano e fanno lezione all’aperto, nelle piazze, nei parchi. Dimostrano di aver colto pienamente la ratio della legge sciagurata: avendo previsto la chiusura totale delle scuole pubbliche in favore di bordelli di classe (come dire, una questione di pari opportunità!), ai poveri studenti italici non resterà che studiare per strada, al freddo e al gelo, ma senza re magi. Al massimo con qualche asinello che scalderà la poltrona. A Montecitorio! In questo esiliante presepio di mediocrità, vien da pensare a Gandhi, che riuscì ad ottenere l’indipendenza dell’India con la forza del digiuno e della nonviolenza. Mi chiedo: per l’anniversario del celebrato 68, i nipotini stanchi sarebbero in grado di far affiorare la propria fantasiosa creatività? Uno sciopero del cellulare (non quello della Polizia) sarebbe troppo costoso a livello cerebrale? Avrebbero essi il coraggio incosciente di sfilare svestiti per dimostrare un attaccamento coriaceo alla lotta per difendere i propri diritti contro l’estinzione? Insegnanti stanchi di fare da parcheggiatori di unità prelavorative e che aspettano con ansia malcelata il suono della campanella. Pasionari/e di una scuola che sia docente di vita che si preparano all’attacco di Pearl Harbour sperando che mai nessuno li avverta della fine di una guerra combattuta solo da loro. Sperando che la vita vera non sia quella che ci fanno ipotizzare nei mass media.