Mag 26 2008

energi@mbiente

Tag: Senza categoriaadmin @ 17:30

biocarburante

 

Inaugurata a La Spezia, presso il distributore Centro Gas degli Stagnoni, la prima pompa di bioetanolo d’Italia. La miscela si chiama E85 (85% etanolo e 15% benzina) e nasce dalla lavorazione degli scarti dell’industria vinicola siciliana. Si tratta di un biocarburante di nuova generazione che può essere usato solo su motori predisposti Flex Fuel.

L’iniziativa, di cui La Spezia e’ citta’ pilota, rientra in un progetto europeo più ampio, partito nel 2006 e chiamato BeSt (bioetanolo per la sostenibilita’ del trasporto). Prevede di mettere in circolazione nel nostro paese 10mila auto e 160 autobus Flex Fuel entro il 2009.

 

 

 

spesa sfusa, il ritorno

 

 

 

Comprare alimenti o detersivi sfusi,decidendo di volta in volta la quantità desiderata, pagando la cifra a portata del proprio portafoglio, riducendo al minimo l’uso di confezioni e quindi i rifiuti prodotti. Sembra che stia tornando di moda la spesa come si faceva fino a una ventina d’anni fa: allora era abitudine vendere e comprare così, oggi motivazioni economiche e ambientali lo fanno tornare d’attualità.
Sta tornando comune mettere il latte nella bottiglia portata da casa, pesare la quantità di pasta o riso desiderata, riempire il fustino del detersivo solo del necessario. Con l’opportunità di non sprecare comprando in eccesso rispetto all’essenziale e con un attenzione particolare innanzi tutto al portafoglio. Perché senza pacchi o confezioni a perdere, il risparmio economico è evidente, il prezzo si riduce dal 20 fino al 70 per cento. Il grande vantaggio è anche in termini di rifiuti, visto che in Italia su 31 milioni di tonnellate di spazzatura che produciamo ogni anno, ben 12 sono solo di imballaggi. Che nel sacco della spesa rappresentano solo il 5 per cento del peso, ma diventano il 50 per cento del volume dei nostri rifiuti. Quindi, un po’ per la crisi economica e un po’ per coscienza ecologica, gli acquisti e i consumi stanno tornando quelli di una volta. La cosiddetta spesa sfusa si effettua utilizzando sempre gli stessi contenitori portati da casa, che spesso sono comunque biodegradabili o riciclabili, e riempiendoli, attraverso appositi distributori, di pasta e caffè, detersivo e vino alla spina, e così via.
Esistono già in alcuni supermercati (dalla Coop all’Auchan alla Crai) i cosiddetti eco-point, che distribuiscono vari alimenti: caffè, pasta, riso, cereali, legumi, spezie e caramelle. Con questo sistema dal 2006 sono già 750mila le confezioni risparmiate ogni anno, mentre la vendita dei cibi sfusi è cresciuta del 10%. In particolare, l’associazione Ecologos ha promosso in molte catene di supermercati, partendo dal Piemonte, il progetto detersivi self service: il consumatore acquista il flacone solo la prima volta al prezzo di 50 centesimi e si rifornisce con quello ogni volta che ne ha bisogno, incollando un tagliando di acquisto e pagando alla cassa, come abitualmente si fa per frutta e verdura. Questo sistema ha già fatto risparmiare più di centomila flaconi, che in altre parole significa non aver usato quasi 6 tonnellate di plastica per le confezioni e più di 3 tonnellate di cartone per gli imballaggi. E sull’esempio di quanto avviene già da parecchi anni in Austria e Svizzera, anche in Italia sono stati già installati 600 distributori automatici per il latte fresco, di cui 360 nella sola Lombardia, che erogano dai 70 ai 200 litri al giorno.

 

 

Yeslife.it

 

 

 

 

 

 

Dissociazione molecolare : una soluzione di svolta per rifiuti e biomasse

 

 

 

 

Il processo di dissociazione molecolare è un processo che avviene naturalmente per garantire le diverse forme di vita animale che si nutrono dell’energia contenuta nei legami delle molecole Carbonio-Idrogeno che si sono costituite attraverso il processo di fotosintesi utilizzato, grazie all’energia solare, dalle diverse specie vegetali che popolano il nostro pianeta.
La dissociazione di queste molecole organiche, fino alla forma stabile costituita da CO2 e H2O ( anidride carbonica e acqua) avviene per via biologica ( basti pensare ai batteri utilizzati nei digestori anaerobici), per via chimica (esterificazione) o per via termochimica (combustione, massificazione, pirolisi).
In sostanza il principio è sempre quello di rompere legami di molecole complesse per ottenere composti semplici ( ad esempio CO, ossido di carbonio, CH4, metano, H2 , idrogeno) che, con un successivo processo di ossidazione liberano energia e producono CO2 e H2O.

L’impianto visitato in Islanda utilizza una tecnologia che, attraverso una minore temperatura di processo , tempi notevolmente maggiori ed evitando ogni movimentazione del materiale da processare, riduce notevolmente molti problemi tipici di un inceneritore, quali l’emissione di nanoparticelle, di metalli pesanti, di diossine e di furani, l’alta produzione in percentuale di scorie e di ceneri.
Una tecnologia più semplice che , pur sfruttando un processo di ossidazione finale, in definitiva di combustione, determina comunque impatti ambientali notevolmente inferiori rispetto ad un tradizionale inceneritore.
E’ ovvio che , come ogni tecnologia, va utilizzata nel modo appropriato.
In Islanda, data la scarsa densità di abitanti, viene utilizzata direttamente sul rifiuto indifferenziato
.
In Italia dovrebbe inserirsi nel modo corretto in un sistema che punti principalmente alla riduzione dei rifiuti e al recupero di materia. In un tale sistema, dove ovviamente una corretta fase di raccolta differenziata è indispensabile per semplificare ogni successivo processo di trattamento e valorizzazione del materiale raccolto, il processo termochimico di dissociazione molecolare potrebbe affiancare, per le sostanze organiche cellulosiche, il processo anaerobico che dovrebbe trattare le sostanze organiche con alta concentrazione di carbonio volatile ( i così detti scarti da mensa, ad esempio).

Si otterrebbe così energia dai rifiuti, riducendo la dipendenza dal petrolio.

 

 

 

 

 

 

 

Acqua dolce dal mare

 

[...] Oggi i distillatori solari sono  costruiti  e  applicati  in  tutto  il  mondo  come  uno  dei  più  efficaci sistemi di utilizzazione dell’energia solare, ma  sono  rimasti  ignorati  in  Italia, dove  pure tanto lavoro sperimentale è stato fatto.  I  distillatori  solari  sono  un  sistema  sicuro  e affidabile  per ottenere acqua dolce dal mare nelle case di vacanze, negli alberghi, nei campeggi in riva al mare. Un distillatore solare della superficie di 50 metri quadrati  la superficie del tetto di una casa è in grado d’estate di fornire oltre duecento litri di acqua potabile al giorno…

 

PER LEGGERE TUTTO L’ARTICOLO http://www.fondazionemicheletti.it/nebbia/dettagli.aspx?id_articolo=65

 

 

 

 

 

 

 

torre eolica

 

 20consigli venti

1. cerca il bollino verde; scegli prodotti con una certificazione “eco”; sceglili di qualità, durevoli, belli e funzionali: quelli fuori moda o difficili da usare vengono buttati prima

2. meno “usa e getta”; per detergere, starnutire, farsi la barba, scrivere…c’è sempre un’alternativa

3. più riciclo; la carta riciclata riduce del 20% la Co2 e salva gli alberi; la plastica diventa mille cose diverse; riciclare il vetro fa risparmiare il 30% di Co2 e il 120% di materie prime; riciclare le lattine di alluminio l’85%, con 37 lattine si fa una caffettiera nuova

4. risparmia con classe; un frigo di classe A va per 43 ore con la stessa energia consumata da uno di classe C in 16; usa lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico: il tasto “1/2” inganna, dà risparmi solo del 20%; e un bucato a 90° consuma sette volte tanto che a 30°!

5. niente luci rosse; stereo, tv e dvd in stand by succhiano da 70 a 150 euro all’anno d’elettricità, non per il led ma perché stanno accesi per “sentire” il telecomando; no, spegni tutto con il pulsante

6. riscalda bene; non coprire i caloriferi con niente; abbassa il termostato, ogni grado in meno fa risparmiare l’8% annuo; se la caldaia ha più di vent’anni, sostituiscila

7. climatizzatore; usalo moderatamente, non installarlo su una parete assolata e quando è acceso le finestre vanno chiuse

8. ai fornelli; pentole dello stesso diametro della corona dei fornelli, altrimenti si spreca fino a un terzo di calore; e col coperchio! senza si consuma il quadruplo di gas

9. ecosostenibili a tavola; meno carne: 1 kg di carne consuma 100 volte le risorse di 1 kg di cereali; verdure di stagione, non di serra; più cibi locali, meno trasporti internazionali; meglio da agricoltura biologica: le fattorie bio emettono metà gas delle altre

10. acqua di rubinetto; hai tanti eco-vantaggi, costa poco, è controllata e non è male

11. in macchina meno e meglio; il 46% delle emissioni di Co2 dei trasporti viene da auto private; l’auto ben tagliandata può consumare il 5% in meno; con le gomme gonfie, il 2%; non partire subito: a freddo “beve” il 50% in più

12. se si può, in treno; da Milano a Roma un passeggero in aereo genera 80 kg di Co2; in auto da solo, 70 kg; in treno tre volte meno: 23 kg!

13. usa pile ricaricabili; durano da 500 a 1000 cicli

 

14. computer; attiva la funzione “risparmio energia”; in pausa pranzo si spegne, con il monitor; e quello Lcd consuma la metà

 

15. il bravo manager; commissiona una stima delle emissioni di Co2 dell’azienda: la consapevolezza parte dalla contabilità

16. energia pulita; accendi il contratto con un fornitore di energia rinnovabile

17. in libreria; 50 cose da fare per salvare il mondo e risparmiare denaro di Andreas Schlumberger (Apogeo, a Impatto Zero) e Salvare il mondo senza essere Superman di Roberto Rizzo (Einaudi)

18. informati online; leggere una notizia su internet fa risparmiare il 97% d’energia rispetto a un quotidiano; un’occhiata al sito di Al Gore (www.climatecrisis.net), poi www.climatechange.eu.com

19. www.impattozero.it ; c’è il calcolatore della tua Co2 personale

20. sii consapevole; ogni gesto ha un peso; attenzione, rispetto e “impronta leggera” siano le parole d’ordine

Marco Roveda

Rifkin e l’energia fai da te

UNA fatica inutile. Perché se anche rimpiazzassimo nei prossimi anni tutte le centrali nucleari esistenti nel mondo, il risparmio di emissioni sarebbe comunque un’inezia. Un quarto di quel che serve per cominciare a rimettere le briglie a un clima impazzito. Jeremy Rifkin non ha dubbi: quella atomica è una strada sbagliata, di retroguardia. Come curare malattie nuovissime con la penicillina. E non c’è neppure bisogno dei campanelli di allarme tipo Krsko per capirlo.

Basta guardare i numeri senza le lenti dell’ideologia. Proprio l’attitudine che, in Italia, scarseggia di più per il guru dell’economia all’idrogeno. Si vedrebbe così che l’uranio, come il petrolio, presto imboccherà la sua parabola discendente: ce ne sarà di meno e costerà di più. E che il problema dello smaltimento delle scorie è drammaticamente aperto anche negli Stati Uniti dove lo studiano da anni. “Vi immaginate uno scenario tipo Napoli, ma dove i rifiuti fossero radioattivi?” è il suo inquietante memento. Meglio puntare su quella che lui chiama la “terza rivoluzione industriale”.

L’incidente all’impianto sloveno arroventa il dibattito italiano, a pochi giorni dall’annuncio del ritorno al nucleare. Cosa ne pensa?
“Ho parlato con persone che hanno conoscenza di prima mano dell’ incidente, e mi hanno tranquillizzato. Non ci sono state fughe radioattive e il governo ha gestito bene tutta la vicenda.

Ho lavorato con l’amministrazione Jansa e posso dire che hanno dimostrato una leadership illuminata nel traghettare la Slovenia verso le energie rinnovabili. Non posso dire lo stesso di

tutti i paesi europei, ma posso lodare le politiche energetiche di Ljubljana”.

Superata questa crisi, in generale possiamo sentirci sicuri?
“Il problema col nucleare è che si tratta di un’energia con basse probabilità di incidente, ma ad alto rischio. Ovvero: non succede quasi mai niente di brutto, ma se qualcosa va storto può essere una catastrofe. Come Chernobyl”.

Il governo italiano ha confermato l’inizio della costruzione delle nuove centrali entro il 2013. Coerenza o azzardo?
“Non capisco i termini della discussione in corso in Italia. Amo il vostro paese, lo seguo da anni ma questa volta mi sento davvero perso. I sostenitori dicono: il nucleare è pulito, non produce diossido di carbonio, quindi contribuirà a risolvere il cambiamento climatico. Un ragionamento che non torna se solo si guarda allo scenario globale. Oggi sono in funzione nel mondo 439 centrali nucleari e producono circa il 5% dell’energia totale. Nei prossimi 20 anni molte di queste centrali andranno rimpiazzate. E nessuno dei top manager del settore energetico crede che lo saranno in una misura maggiore della metà. Ma anche se lo fossero tutte si tratterebbe di un risparmio del 5%. Ora, per avere un qualche impatto nel ridurre il riscaldamento del pianeta, si dovrebbe ridurre del 20% il Co2, un risultato che certo non può venire da qui”.

Un finto argomento quindi quello del nucleare “verde”?
“Non in assoluto, ma relativamente alla realtà, sì. Perché il passaggio al nucleare avesse un impatto sull’ambiente bisognerebbe costruire 3 centrali ogni 30 giorni per i prossimi 60 anni. Così facendo fornirebbe il 20% di energia totale, la soglia critica che comincia a fare una differenza. C’è qualcuno sano di mente che pensa che si potrebbe procedere a questo ritmo? La Cina ha ordinato 44 nuove centrali nei prossimi 40 anni per raddoppiare la sua potenza produttiva. Ma si avvia ad essere il principale consumatore di energia…”.

Ci sono altri ostacoli lungo questa strada?
“Io ne conto cinque, e adesso vi dico il secondo. Non sappiamo ancora come trasportare e stoccare le scorie. Gli Stati Uniti hanno straordinari scienziati e hanno investito 8 miliardi di dollari in 18 anni per stoccare i residui all’interno delle montagne Yucca dove avrebbero dovuto restare al sicuro per quasi 10 mila anni. Bene, hanno già cominciato a contaminare l’area nonostante i calcoli, i fondi e i super-ingegneri. Davvero l’Italia crede di poter far meglio di noi? L’esperienza di Napoli non autorizza troppo ottimismo. E questa volta i rifiuti sarebbero nucleari, con conseguenze inimmaginabili”.

Ecoballe all’uranio, un pensiero da brividi. E il terzo ostacolo?
“Stando agli studi dell’agenzia internazionale per l’energia atomica l’uranio comincerà a scarseggiare dal 2025-2035. Come il petrolio sta per raggiungere il suo peak. I prezzi, quindi, andranno presto su. Ciò si ripercuoterà sui costi per produrre energia togliendo ulteriori argomenti a questo malpensato progetto. Aggiungo il quarto punto. Si potrebbe puntare sul plutonio. Ma con quello è più facile costruire bombe. La Casa Bianca e molti altri governi fanno un gran parlare dei rischi dell’atomica in mani nemiche. Ma i governi buoni di oggi diventano le canaglie di domani”.

Siamo arrivati così all’ultima considerazione. Qual è?
“Che non c’è abbastanza acqua nel mondo per gestire impianti nucleari. Temo che non sia noto a tutti che circa il 40% dell’acqua potabile francese serve a raffreddare i reattori. L’estate di cinque anni fa, quando molti anziani morirono per il caldo, uno dei danni collaterali che passarono sotto silenzio fu che scarseggiò l’acqua per raffreddare gli impianti. Come conseguenza fu ridotta l’erogazione di energia elettrica. E morirono ancora più anziani per mancanza di aria condizionata”.

Se questi sono i dati che uso ne fa la politica?
“Posso sostenere un dibattito con qualsiasi statista sulla base di questi numeri e dimostrargli che sono giusti, inoppugnabili. Ma la politica a volte segue altre strade rispetto alla razionalità. E questo discorso, anche in Italia, è inquinato da considerazioni ideologiche”.

In che senso? C’è un’energia di destra e una di sinistra?
“Direi modelli energetici élitari e altri democratici. Il nucleare è centralizzato, dall’alto in basso, appartiene al XX secolo, all’epoca del carbone. Servono grossi investimenti iniziali e altrettanti di tipo geopolitico per difenderlo”.

E il modello democratico, invece?
“È quello che io chiamo la “terza rivoluzione industriale”. Un sistema distribuito, dal basso verso l’alto, in cui ognuno si produce la propria energia rinnovabile e la scambia con gli altri attraverso “reti intelligenti” come oggi produce e condivide l’informazione, tramite internet”.

Immagina che sia possibile applicarlo anche in Italia?
“Sta scherzando? Voi siete messi meglio di tutti: avete il sole dappertutto, il vento in molte località, in Toscana c’è anche il geotermico, in Trentino si possono sfruttare le biomasse. Eppure, con tutto questo ben di dio, siete indietro rispetto a Germania, Scandinavia e Spagna per quel che riguarda le rinnovabili”.

Ci dica come si affronta questa transizione.
“Bisogna cominciare a costruire abitazioni che abbiano al loro interno le tecnologie per produrre energie rinnovabili, come il fotovoltaico. Non è un’opzione, ma un obbligo comunitario quello di arrivare al 20%: voi da dove avete cominciato? Oggi il settore delle costruzioni è il primo fattore di riscaldamento del pianeta, domani potrebbe diventare parte della soluzione. Poi serviranno batterie a idrogeno per immagazzinare questa energia. E una rete intelligente per distribuirla”.

Oltre che motivi etici, sembrano essercene anche di economici molto convincenti. È così?
“In Spagna, che sta procedendo molto rapidamente verso le rinnovabili, alcune nuove compagnie hanno fatto un sacco di soldi proprio realizzando soluzioni “verdi”. Il nucleare, invece, è una tecnologia matura e non creerà nessun posto di lavoro. Le energie alternative potrebbero produrne migliaia”.

A questo punto solo un pazzo potrebbe scegliere un’altra strada. Eppure non è solo Roma ad aver riconsiderato il nucleare. Perché?
“Credo che abbia molto a che fare con un gap generazionale. E ve lo dice uno che ha 63 anni. I vecchi politici, cresciuti con la sindrome del controllo, si sentono più a loro agio in un mondo in cui anche l’energia è somministrata da un’entità superiore”.

www.repubblica.it

senza giramento di pale

In uno scenario nazionale caratterizzato da crisi energetica e da un ricorso estremamente ridotto alle fonti rinnovabili, arriva un’invenzione rivoluzionaria. Si chiama “Tornado Like” ed è un modello di impianto energetico a vortice alimentato dalla fonte eolica in grado di operare al massimo dell’efficienza con bassissime velocità del vento ed anche in condizioni di alte velocità.

L’impianto, per ora un modello sperimentale, nasce dagli studi di Ivan Gachechiladze e Gennady Kiknadze e arriverà in Italia entro il 2008 grazie ad un accordo tra l’Associazione “Casa Russa di Cooperazione tecnico-scientifica internazionale” di Mosca nella persona del direttore generale Orlov Andrei Yurievic e la Western Tunisia Sarl di Tunisi presieduta da Giovanni Cimini, a capo della Western Co di San Benedetto del Tronto, azienda di elettronica industriale che segue, in particolare, la costruzione di circuiti elettronici e la progettazione e produzione di sistemi di ottimizzazione per lo sfruttamento dell’energia solare fotovoltaica (www.western.it).

Mentre l’associazione russa è una prestigiosa istituzione che trova tra i suoi soci fondatori il Ministero della Scienza e delle tecnologie della federazione Russa, l’Accademia delle Scienze della Russia, il Ministero della Proprietà Statale e la Fondazione per la Ricerca fondamentale, promuove lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni più all’avanguardia, ideate ed eventualmente sviluppate in Russia, attraverso la cooperazione con soggetti internazionali, sia per mezzo di trattative private sia mediante eventi espositivi pubblici.

L’innovativo impianto, oggetto dell’accordo e studiato sperimentalmente in un ampio intervallo di velocità e pressioni, si compone di un vortice con un avviatore che, a velocità del vento di 3 o 4 metri al secondo, ne assicura la potenza meccanica di 100/200 watt, ma i getti a vortice riescono a loro volta a formare una nuova classe di correnti in maniera continua consentendo dunque il funzionamento anche in assenza di vento.

I vantaggi fondamentali del sistema proposto possono inoltre identificarsi nei minori costi d’impianto e d’installazione a parità di potenza, nelle dimensioni ridotte a parità di potenza, nella maggiore producibilità a parità di regime eolico e producibilità anche in regimi eolici che precludono l’impiego di apparati tradizionali, oltre al minore impatto paesaggistico in virtù sia delle minori dimensioni, sia dell’applicabilità in regimi eolici caratteristici di siti non di crinale.

Una volta realizzato, il Tornado Like verrà installato nel Parco dei Monti Sibillini, come è stato convenuto durante un incontro per visionare il progetto avvenuto a Mosca tra il presidente Giovanni Cimini, il Presidente dell’Ente Parco Monti Sibillini Massimo Marcaccio e i due studiosi Ivan Gachechiladze e Gennady Kiknadze, i quali hanno anche ricordato che l’associazione possiede una banca dati delle tecnologie sviluppate in Russia depositata e puntualmente aggiornata che costituisce un patrimonio di alto valore alla quale le aziende possono attingere per cogliere occasioni di innovazione e sviluppo.

(www.ilquotidiano.it)

all’appello si risponde: PRESENTE! (università di bologna)

Bisogna intervenire rapidamente sul problema energetico.

L’urgenza è dettata, ancor più che dal progressivo esaurimento dei combustibili fossili, dalla insostenibilità dei costi e dei danni causati dal loro uso all’uomo e all’ambiente. Gli studiosi concordano sul fatto che nei prossimi anni ci dovrà essere inevitabilmente, seppure gradualmente, una transizione dall’uso dei combustibili fossili a quello di altre fonti di energia. In base alle conoscenze attuali, ci sono solo due possibilità: l’energia nucleare e l’energia che proviene dalle fonti rinnovabili.

Gli scriventi ritengono che la scelta dell’energia nucleare sarebbe un grave errore per molti e ben noti motivi: pericolosità degli impianti, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare “civile” e nucleare ‘militare’, esposizione ad atti di terrorismo, enormità degli investimenti finanziari, necessità di uno stretto controllo militare, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità delle risorse di elementi fissili. Infine, le centrali nucleari, con le tecnologie attuali o in fase di studio, produrranno unicamente energia elettrica, e questa costituisce solo una frazione del consumo energetico finale (20%). Sollecitiamo pertanto il Governo a continuare nell’azione già intrapresa per sviluppare l’uso delle

fonti di energia rinnovabile: idroelettrica, geotermica, eolica e, in particolare, solare. Il sole è, di fatto, una stazione di servizio inesauribile (splenderà per almeno altri 4 miliardi di anni) che fornisce energia gratuitamente, in modo abbondante (in un anno, una quantità pari a diecimila volte il consumo mondiale di energia) e senza sostanziali discriminazioni fra le varie nazioni della Terra. L’energia solare, quindi, non può essere motivo di guerre fra le nazioni. Inoltre, essendo una forma di energia diluita, non può essere usata per scopi bellici e non può essere obiettivo di atti terroristici. Infine, non può essere causa di incidenti poiché non richiede tecnologie complesse e non lascia indesiderabili eredità alle future generazioni.

Siamo convinti che, nell’ambito di un urgente Piano Energetico Nazionale, sia indispensabile favorire, con una mirata politica di incentivi e disincentivi, l’uso sempre più esteso delle energie rinnovabili e in particolare dell’energia solare nelle varie forme in cui può essere convertita (biomasse, energia termica, energia elettrica, combustibili artificiali). Contestualmente, è necessario potenziare l’attività di ricerca e sviluppo in questi campi. In alcuni Paesi (ad es. Germania, Spagna e Giappone) la decisione di favorire l’uso delle energie rinnovabili ha creato industrie fiorenti con numerosi posti di lavoro ed ha abbassato di molto i costi di produzione dei pannelli termici e fotovoltaici e degli impianti eolici.

Nel frattempo, per uscire gradualmente e senza grandi traumi dalla crisi energetica ed ecologica che si affaccia al nostro orizzonte, esortiamo il Governo a promuovere politiche di risparmio energetico: la risposta al continuo aumento dei consumi di energia non può essere unicamente un aumento dell’offerta, ma deve concretizzarsi in un’oculata politica di contenimento della domanda. Il risparmio energetico è un concetto che deve essere ben spiegato a tutti i cittadini dei Paesi sviluppati e che dovrà diventare il primo impegno di coloro che hanno responsabilità amministrative.

Vorremmo ricordare che in Italia, secondo un recente studio della Commissione Europea, un risparmio energetico del 15% nei prossimi 5 anni può avvenire a costo negativo, vale a dire che sarebbe un costo il non realizzarlo! Il risparmio energetico è la riposta più immediata, efficace ed economica alla crisi incombente.

Incentivare il risparmio energetico e l’uso delle energie rinnovabili è la strada maestra per condurre il mondo sulla via della pace e per lasciare in eredità ai nostri figli un pianeta più vivibile.

elettricità in onda

Pare che la forma rassomigli ad una mongolfiera, che però non solcherà i cieli, ma s’inabisserà nelle acque marine per “creare” energia elettrica dalle onde. Questo nuovo “mostro marino” ha un padre italiano, Michele Grassi, ricercatore al dipartimento di matematica dell’Università di Pisa. Il modello finale- subito dopo l’ultima sperimentazione, dovrebbe essere messo sul mercato il prossimo autunno. Veniamo ai costi: tre volte inferiori al fotovoltaico e quasi uguali all’eolico, ma con in più il vantaggio visivo-estetico: non sono visibili all’esterno in quanto sono sotto le distese marine e non emergono come le torri che catturano il vento con le enormi pale. Inoltre possono essere realizzate in diverse potenze e dimensioni, che possono costare da milioni di euro (quelle grandi) a quelle più economiche (fino a 100.000 €) che possono dare energia elettrica a circa trenta appartamenti insieme. Dice Grassi che il suo prototipo potrà essere utilizzato sia in un mare calmo come il Mediterraneo che nell’oceano, dove aumenterebbe di cinque volte la sua efficienza. Mentre lo Stato italiano sta a guardare (e riduce costantemente i fondi destinati alla ricerca), una società francese ha contattato Grassi e il governo del Galles ha offerto un finanziamento pari al 50% delle spese per la costruzione della “macchina delle onde”. Rialzati, Italia!!!

fiuta il rifiuto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

12 risposte a “energi@mbiente”

  1. Sabrina ha scritto:

    Unica realtà in Italia. Come avete fatto a scovarla? dovrebbero essere diffusi dappertutto questi impianti a riciclaggio totale, altro che inceneritori e centrali nucleari!

  2. Raffaele ha scritto:

    Resto sbalordito dalla possibilità che offre la tecnica di risolvere il problema annoso dei rifiuti. Peccato che in pochissimi conoscano l’esistenza di questo impianto. E intanto Napoli e la Campania muoiono sepolti dai rifiuti…

  3. Angelo ha scritto:

    La questione rifiuti è di importanza epocale. Ignoravo la possibilità del riciclo al 100%.Perchè le amministrazioni non si mettono in contatto con questa azienda per fare un impianto anche da noi?
    Angelo

  4. Andrea ha scritto:

    Naturalmente il governo italiano farà di tutto per far comprare il progetto ad altri Stati, in modo da farli guadagnare con l’energia pulita e seppellire gli italiani-pecore con le centrali nucleari. Spero di sbagliarmi,ma vedo un futuro di arretramento tecnologico con questo governo fintoliberista e monopolista, che non conosce l’innovazione.

  5. Anna Lucia ha scritto:

    Speriamo che questa stupenda realizzazione di un ricercatore italiano (magari precario!!!)sia disponbile sul mercato. Con tutto il mare che il Salento ha a disposizione, sarebbe una scelta per un futuro con energia pulita e indipendente dal petrolio inquinante.Nonchè di una società libera dal nucleare.

  6. Raffaele ha scritto:

    Il nucleare è una iattura che potrebbe seppellirci,invece l’azienda del riciclo dimostra che dai rifiuti può venire un guadagno non indifferente e pulito.Perchè i nostri politici pensano ad aumentarsi lo stipendio e non adottano queste semplici soluzioni?

  7. Rita ha scritto:

    Decisamente una bella notizia questa torre eolica senza pale che girano…speriamo che i politicanti di casa nostra ne approfittino subito.

  8. Nerodentro ha scritto:

    Quante cazzate scrivit a quintra. Futtitibbe a mare.

  9. Mario ha scritto:

    Mi chiedo con che faccia i nuclearisti della domencia di Sannicola si presentino davanti allo specchio dopo aver bloccato la realizzazione della ditta produttrice di radiofarmaci e la centrale a biomasse,con conseguente perdita di posti di lavoro.Forse la faccia non se la vedono perchè ce l’hanno incollata alla poltrona.

  10. fernando ha scritto:

    Molto bello e inquietante il disegno. Di chi é?

  11. sdf ha scritto:

    Le parole sono facilissime da dire.Renderle fatti concreti è complicatissimo e spesso impossibile.

  12. Jacopo75 ha scritto:

    a pensare a tutte le cose che avete mostrato c’è da piangere:com’è che nessuno capisce di quante possibilità abbiamo di liberarci dalla dipendenza petrolifera e dall’inquinamento?speriamo che la diffusione di queste notizie raggiunga quant apiù gente possibile.auguri!

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