Ott 31 2008

Il futuro? Un punto di vista!

Tag:Tag , , admin @ 17:55

 

 

 

L’Unione Europea NON ci sta chiedendo di spendere soldi per dotare le nostre imprese di costosi meccanismi che riducano le emissioni nocive che faranno aumentare il costo dei nostri prodotti rendendoci meno competitivi.

In questo momento il Sistema Italia sta buttando soldi dalla finestra perché spreca una quantita’ enorme di energia e petrolio che costano sempre di piu’.

Per rispettare gli accordi presi con l’Unione Europea dovremmo prendere delle iniziative che, al di la’ delle necessita’ ambientali, sono indispensabili per tenere in vita proprio le imprese, piccole e grandi e per ridurre lo spreco delle famiglie e dello Stato.

L’Unione Europea, in pratica, ci chiede di sostituire le lampadine antiquate che utilizziamo per l’illuminazione pubblica e privata con led (88% di energia risparmiata) e con lampadine ad alta resa e lunga durata (80% di energia risparmiata, 150 euro per ogni lampadina da 15 mila ore installata). Ci chiedono di utilizzare termostati che spengano i riscaldamenti quando si raggiunge la temperatura desiderata (taglio del 2% della bolletta energetica dello Stato), caldaie ad alto rendimento (diminuzione del 30% dei consumi), generatori elettrici che fungono anche da produttori  di calore e freddo (sistemi di trigenerazione, 50% di taglio dei costi), impianti di teleriscaldamento (60% dei costi), produzione di gas da immondizia biologica, cacca e scarti vegetali umidi, sfalci lungo le strade e le ferrovie (tutta energia guadagnata che oggi buttiamo al 100%). Ci chiedono, questi pazzi, di riutilizzare il calore emesso da migliaia di ciminiere (fonderie, impianti chimici) che gettano al vento milioni di euro di prezioso calore.

Isolare  i  muri  e  i  tetti  delle  case,  montare  tripli  vetri,  mettere  pannelli isolanti dietro i caloriferi,  sfruttare  la  geotermia  (la  temperatura  del  sottosuolo  che  e’ stabile a 15 gradi, estate  e  inverno),  scaldare  l’acqua  con  i  pannelli solari termici, produrre elettricita’ dalle fonti rinnovabili, produrre auto che consumino meno carburante, adottare elettrodomestici  e macchine  utensili di classe A.  Ci  chiedono  di  sviluppare il sistema dei mezzi pubblici e il trasposto su rotaia e su acqua che hanno costi energetici molto piu’ bassi del sistema su ruote individuale.

Sono  tutte  cose  che  ci  fanno  smettere  di buttare soldi dalla finestra. Non si tratta di tirar fuori denaro ma di smettere di buttarlo via.


Ott 31 2008

In Italia gli immigrati possono votare!

Tag:Tag , admin @ 16:39

 

 

Lo scoop e’ di un giornalista inglese che scrive per Internazionale.

Qualche tempo fa Veltroni aveva inviato una lettera al Parlamento in cui chiedeva il diritto di voto per gli immigrati in Italia. Scoppio’ l’immancabile polemica: Fini si disse favorevole, quelli della Lega contrari, Gasparri dichiaro’ che non era nel programma di governo e che comunque sarebbe  stata una scelta sbagliata.

Ma in Italia gli immigrati regolari senza cittadinanza possono gia’ votare nelle elezioni amministrative ed europee, basta fare una domanda per essere inseriti nelle liste elettorali.

Lo stesso John Foot spiega: “Prendiamo me, per esempio. Io sono inglese, risiedo in Italia da piu’  di dieci anni, non sono cittadino italiano, ma ho votato alle comunali di Milano, nel 2006, e alle  europee del 2004″.

Il diritto di voto e’ in vigore dal  1996  per  i  cittadini  dei seguenti paesi: Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.

I nostri politici, invece di informare milioni di immigrati sul loro diritto al voto, dibattono su un problema che non esiste, sciocchini!

(Fonte: http://www.internazionale.it/home/primopiano.php?id=20215)


Ott 31 2008

Libro e moschetto, futuro protetto.

Tag:Tag , , admin @ 9:56

 

 

Il ministro Rognoni (questa è sottile, zootecnica direi, ci perdoni Virginio) ha gentilmente comunicato che “Chi occupa verrà denunciato”. Non abbiamo capito se si riferiva agli imprenditori che creano occupazione o agli studenti che cercano un riparo per la cultura, l’unico virus che non influenza più nessuna persona normodotata, ma solo i folli e i visionari. Il paio di baffi sul nulla (perdonate la citazione) ci rassicura: essere denunciati da un politico condannato definitivamente per aver morso il polpaccio di un poliziotto (che ora deve obbedirgli!!!) è sintomo di garanzia: come conosce le denuncie lui, le conoscono in pochi. Un tipo in gamba, si potrebbe dire a fil di battuta. Anzi, ci vien da pensare che è Ministro delle Interiora  perché conosce gli italiani dall’interno. Di che pasta sono fatti. Al dente!!! A questo punto chiederemmo agli studenti di mordergli metaforicamente il cognome, soprattutto per rendersi conto se è una copertura o se è veramente ciò che c’è scritto sulla sua carta d’identità. E si preparino ai tornei di calcio dal balilla, al fez griffato, alla camicetta nera di seta e all’olio di ricino, che però verrà usato solo per lubrificare il manganello. Guardatevi le spalle…


Ott 29 2008

Tutti a skuola.

Tag:Tag , , , admin @ 13:23

 

 

Ci risiamo! L’immunodeficiente inquisito ha ordinato al parlamento di tramutare in legge il decreto della sua ministra nordica. Forse la speranza malcelata è di cominciare a riformare la scuola col maestro unico per farlo arrivare almeno alle superiori e riuscire a far promuovere il figlio del mezzo ministro Bossi. Magari fino a quel momento avrà imparato a distinguere il mondo emerso dalla Padania! Migliaia di studenti, in gioiose file disordinate, protestano e fanno lezione all’aperto, nelle piazze, nei parchi. Dimostrano di aver colto pienamente la ratio della legge sciagurata: avendo previsto la chiusura totale delle scuole pubbliche in favore di bordelli di classe (come dire, una questione di pari opportunità!), ai poveri studenti italici non resterà che studiare per strada, al freddo e al gelo, ma senza re magi. Al massimo con qualche asinello che scalderà la poltrona. A Montecitorio! In questo esiliante presepio di mediocrità, vien da pensare a Gandhi, che riuscì ad ottenere l’indipendenza dell’India con la forza del digiuno e della nonviolenza. Mi chiedo: per l’anniversario del celebrato 68, i nipotini stanchi sarebbero in grado di far affiorare la propria fantasiosa creatività? Uno sciopero del cellulare (non quello della Polizia) sarebbe troppo costoso a livello cerebrale? Avrebbero essi il coraggio incosciente di sfilare svestiti per dimostrare un attaccamento coriaceo alla lotta per difendere i propri diritti contro l’estinzione? Insegnanti stanchi di fare da parcheggiatori di unità prelavorative e che aspettano con ansia malcelata il suono della campanella. Pasionari/e di una scuola che sia docente di vita che si preparano all’attacco di Pearl Harbour sperando che mai nessuno li avverta della fine di una guerra combattuta solo da loro. Sperando che la vita vera non sia quella che ci fanno ipotizzare nei mass media.


Ott 29 2008

O l’ILVA o la vita. Ultraterrena.

Tag:Tag , , , admin @ 13:00

 

 

Ogni tanto il tg3 regionale manda in onda l’ennesimo servizio da Taranto. L’ex baluardo della Magna Grecia che ora è una città fumosa. Nessuna divinità dell’Olimpo la abita più. Da Dio alla diossina. Sarà forse un sintomo del progresso! Fatto sta che il dilemma si pone come un supplizio tantalico sulle nostre coscienze, probabilmente intaccate dal fumo delle ciminiere che colorano i cieli sullo Ionio: lavoro o vita? Immaginiamo un bimbo che leggesse il primo articolo della Costituzione (L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro). Vedendo il babbo che torna con la pelle scura di fumo penserà che la repubblica si fonda sul lavoro nero. Guardando in tv gli onorevoli, penserà che l’Italia si fonda sul lavoro. Degli altri! Guardando le radiografie di tanti, troppi dipendenti delle acciaierie, penserà che l’Italia è una oligarchia affondata sul lavoro. Il buon ecologista tuttodunpezzo vorrebbe chiudere le ciminiere. Se avesse qualche parente dipendente dei Riva, limerebbe il proprio fondamentalismo in favore di una riduzione delle emissioni inquinanti. Il bravo sindacalista, fumando come una ciminiera, chiederebbe forse la riduzione dell’orario di lavoro, o almeno la riduzione delle morti bianche, in ottemperanza al nuovo contratto. O a quello vecchio scaduto da molti anni. Qualche datore di lavoro dell’indotto sarebbe indotto a festeggiare una nuova commessa per qualche acquisto natalizio. Vorrebbe festeggiare con la carne degli allevamenti tarantini, i più controllati. Dalla morte in persona! Nel delirio di incompetenza (spesso inconsapevole, il che è un’aggravante!) che ci portiamo sul groppone, ci si sente fragili e spiazzati dal livello di distruzione che la razza umana riesce a regalare al proprio presunto futuro. In attesa di trasferirsi su nuovi pianeti. Per avere la libertà di abbatterli con acume.